E tutti gli altri dove stanno? Liberi, forse con i capelli al vento? Sì. Quello del deposito a cielo aperto. Fuori da mura che non si vedono. Ma non si vedono nemmeno gli orizzonti. Dentro una cella chilometrica, quella di tutti i giorni. Fatta di stanchi divertimenti, di obblighi per piacere ad altri. Perché è così che funziona. Ci si droga di speranze sul domani, per reggere un altro giorno. Un altro mese. Perdendo il presente. Perché è meglio credere a una bugia e chiudere subito la questione.
C'è chi è stato depositato per radicalità. C'è chi per normalità. Comunque depositati, tutti in attesa di istruzioni. Che arrivano sempre. A chi dispone di noi.
Il genio viene soffocato come anomalia generatrice di pensieri estremi. È un modo per non confrontarsi con chi certe domande se le è fatte. 'Loro vivono in una categoria diversa.' 'Il loro pensiero era derivato dalla follia.' 'Se era un sintomo di essa, non ci riguarda.' Così, se qualcuno ci azzecca qualcosa, è la parola di un folle. Li si guarda con tenerezza quasi, come a dire, poveretto, una vita sprecata dietro inutili circonvoluzioni mentali. O forse una lucidità coraggiosa, umana, oltre l'umano.
Artaud finì al manicomio. Pasolini massacrato. Merini elettroshoccata. Mainländer impiccato. Pavese avvelenato. Nietzsche, impazzito abbracciando un cavallo a Torino. È stato il prezzo. Reale.
Il peso di queste vite non lo devo spiegare io. Altri lo hanno fatto e lo continueranno a fare. Quello che volevo sin dall'inizio era portarvi fino qui: non avete attraversato biografie — avete attraversato detonazioni. Non avete contemplato solo ritratti: siete entrati in collisione. Con loro, attraverso me.
I quadri erano il residuo visibile di quelle collisioni. I testi, le tracce degli urti. Questo è un dispositivo di attivazione del pensiero. Abbiamo sfiorato chi erano: ho raccontato come mi hanno spostato. Ora hanno spostato voi.
Come nella doppia fenditura: l'atto stesso di osservare cambia il risultato. Per questo ritratti e testi non potevano stare separati. Insieme erano un acceleratore. E voi avete colliso.
Il vero prezzo del pensiero non è quello pagato dalle menti oltreconfine, ma il risultato che lo scontro con voi ha generato. Potete osservarlo. Siete gli stessi? Non potete controllare gli effetti delle collisioni. La chiave è scegliere con cosa collidere. Per non essere più solo depositati.
E questo fa tutta la differenza del mondo.